Torre le Nocelle

 torre le nocelle

Comune:
» Via Beniamino Rotondi 50 - 83030 Torre le Nocelle - Tel. 0825 969035 - Fax 0825 969203 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Edifici signorili:
» Palazzo Penna

Edifici religiosi:
» Santuario S. Ciriaco Diacono e Martire

Altri siti d’interesse:
» Monumento ai Caduti

Sulla cima di una collina all’interno della Valle del Calore sorge Torre le Nocelle, da cui si gode un belvedere che abbraccia tutti i territori circostanti. Grazie ad alcuni reperti rinvenuti nell’area archeologica di Felette si è potuta stabilire l’origine preistorica del luogo. Oltre a ceramiche impresse, sono stati rintracciati pestelli in granito e numerosi frammenti di macine risalenti all’età del bronzo. Il sito archeologico più importante è posto sul costone tufaceo a strapiombo sul fiume Calore, dove sono state rinvenute ceramiche del neolitico finale riferibili alla cultura di Diana. Parte dei materiali sono ora conservati nel Museo Archeologico di Taurasi. In località Viticeto si trovano resti di un acquedotto romano, mentre le rivenute tre colonne di marmo cipollino, provenienti da un tempio pagano, si trovano oggi nella Chiesa di San Ciriaco, attorno la quale è arroccato l’intero abitato.
Di origine incerta il nome, che secondo lo storico Bevilacqua deriverebbe dall’edificazione di una torre a carattere difensivo costruita sul confine avellano e chiamata Torre avellana. Nel tempo, la parola avellana pare essere stata sostituita da “nocelle”, in quanto, in periodo di carestia, venivano conservate abbondanti quantità di questo frutto in modo da sfamare la popolazione locale. Ulteriore ipotesi sostiene che in tempi remotissimi il villaggio fosse governato da una dama di nome Nucilla e che fosse difeso da una
fortezza a forma di torre designata col nome della signora del luogo: Turris Nucillae. In alcuni documenti ufficiali, invece, la storia del paese comincerebbe in età medioevale come baluardo a difesa dei vicini feudi Montefusco e Montemiletto, con il nome di Turrecella. Nel centro storico di impianto medioevale troviamo il Palazzo Penna e il Santuario di San Ciriaco. Il furto della statua del santo, che avvenne intorno al XVII sec., ha dato vita alla leggenda secondo la quale l’opera sarebbe stata rubata per invidia dei devoti di
San Faustino. Molto viva la partecipazione alla festività del santo patrono, a cui il santuario è dedicato.
I festeggiamenti, che ricorrono il 16 marzo e l’8 agosto, vengono preceduti da una solenne novena con l’esposizione della reliquia del sangue. In queste due occasioni, migliaia di pellegrini arrivano a Torre le Nocelle per assistere al miracolo della liquefazione del sangue che avviene puntualmente. Il santuario è anche legato ad una pratica molto particolare: gli esorcismi di Don Michele Bianco.
Particolarmente viva è l’attività di artigianato, riprendendo le antiche tradizioni perdute nel tempo e che oggi riscuotono enorme successo. Interessante la ceramica artistica, lavorata interamente a mano secondo le tecniche antiche. Numerosi i prodotti agroalimentari: la nocciola camponica, il vino, con vigne appartenenti al pregiatissimo areale del Taurasi, la soppressata irpina, il capicollo e la pezzente, salsiccia di polmone. Oltre alla famosa pizza chiena pasquale, tipica di tutto il territorio irpino, i torresi sono soliti conservare parte della farcitura del delizioso rustico per un piatto tipico dal sapore ricco ed antico: la pia, grano cotto nel famoso pignatiello con uova e abbondante formaggio,
il tutto ricoperto da strutto. Il dolce tipico ha un nome molto particolare: cazzi malati. Si tratta di deliziose ciambelline di farina di grano e mosto cotto, servite calde o conservate nel proprio dolce succo. Piatto tipico è anche la pasta e fagioli con cotenna di maiale.