Sant'Angelo a Scala

 sant angelo a scala

Comune:
» Piazza San Giacomo 1 - 83010 Sant’Angelo a Scala - Tel. 0825 902063 - Fax 0825 902788 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni turistiche:
» Pro-loco Rimettiamoci Insieme di Mugnano del Cardinale Cell. 3669252570, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da non perdere:
» Castello medioevale (visitabile)

Edifici signorili:
» Palazzo Carafa

Edifici religiosi:
» Chiesa S. Silvestro
» Abbazia S. Giacomo
» Convento S. Maria

Altri siti d’interesse:
» Fontana-Lavatoio

Alle falde nord-occidentali del monte Partenio e ai piedi del monte Vallatrone, il comune di Sant’Angelo a Scala si configura per essere un borgo naturalistico immerso nel verde. Nel parco regionale del Partenio, sito di importanza comunitaria, Sant’Angelo a Scala offre tra i suoi più suggestivi percorsi il “sentiero dei Papa”, che conduce al rupestre romitaggio di San Silvestro a 925 metri d’altitudine. Meta di pellegrinaggio, il luogo religioso è caratterizzato dalla presenza di una grotta naturale la cui sorgente d’acqua è utilizzata per dissetarsi e bagnarsi, in quanto le sue acque sono ritenute miracolose. Sant’Angelo a Scala deve la sua origine al culto longobardo di San Michele Arcangelo. Controversa è la spiegazione in merito alla seconda parte del toponimo. Secondo alcuni storici, la spiegazione va ricercata nella conformazione architettonica dell’antico borgo medioevale, collegato con una chiesa sopraelevata da una ripida strada, quasi una scala naturale. Altra spiegazione è la conformazione dei monti che circondano il comune. Di origine antichissime, come testimoniano le grotte paleolitiche dell’area, il comune di Sant’Angelo a Scala deve probabilmente la sua origine all’antica città tardo-romana di Ascuala, recentemente scoperta nella località Malfedana. Rilevante fu anche la grotta dove veniva venerato San Michele Arcangelo, il cui culto venne introdotto dai longobardi, che eressero una piccola chiesa citata in un documento del 402. Oggi la zona è occupata da una piccola abbazia dedicata a San Silvestro Papa.
In quanto feudo sottoposto alla contea avellinese, e grazie alla testimonianza di tombe longobarde ritrovate lungo i confini esterni dell’odierno centro abitato, è possibile affermare che il borgo si sviluppò in epoca alto-medioevale attorno ad un castello fortificato. Il maniero, non più visibile, venne utilizzato nel ‘400 da re Renato D’Angiò per sfuggire agli aragonesi. La baronia di questo importante castello si contende con Capriglia Irpina la denominazione di patria natale di Papa Paolo IV, della nobile famiglia dei Carafa che ivi fece sorgere il monastero dell’Incoronata affidandone la costruzione a Giulio Nardonensis, a metà del ‘500. Secondo la storia tramandata in questi luoghi, il culto del pio uomo sarebbe stato impropriamente usurpato dai verginiani, o anche ex concorrenti, che venerarono una reliquia diversa dal nome, e ricollegata poi al beato Giulio Colantuono da Lioni. Del monastero dell’Incoronata restano ruderi in seguito alla distruzione, operata nel 1806, da parte dei francesi alla ricerca del brigante Fra’ Diavolo che ivi si nascondeva coi Camaldolesi. Del 1375 l’abbazia di San Giacomo Apostolo è ubicata nel centro di Sant’Angelo a Scala. Notevole la torre campanaria. Risalente al XVIII secolo, la fontana - lavatoio ad arcate che fiancheggia l’abbazia. I ruderi del palazzo Carafa si trovano nei pressi dell’area dove sorgeva il castello. Di interesse storico-folkloristico le processione di San Silvestro e San Michele, momento di accoglienza e celebrazione religiosa per la comunità.
La tradizione enogastronomica vanta la produzione del pregiato vino Fiano di Avellino DOP e di numerose varietà di mieli: miele millefiori, miele di acacia e miele di castagno. Molto rinomato il tartufo nero del Partenio, come anche il fungo porcino e le fragoline di bosco. Per la festività di San Michele Arcangelo le seppie imbottite e peperoni ripieni serviti insieme con abbondante sugo. Piatto tipico il “fusillo con la ionta”, piatto a base di carne di vitello e maiale.