San Martino Valle Caudina

Casa Savoia

 san martino valle caudina

Comune:
» Piazza Girolamo del Balzo 1 - 83018 San Martino Valle caudina Tel. 0824 841554 Fax 0824 841859 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni turistiche:
» Pro-loco - Cell. 3479418722 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da non perdere:
» Castello Pignatelli della Leonessa (Per informazioni: Tel. 0824 841219) (Visitabile)

Edifici signorili:
» Palazzo Ducale Palazzo Cenci-Bolognetti
» Casa Giulia
» Casa Savoia

Edifici religiosi:
» Chiesa S. Martino
» Chiesa S. Giovanni Battista
» Chiesa S. Caterina
» Chiesa S. Palerio
» Chiesa di S. Salvatore
» Chiesa SS. Annunziata
» Chiesa di S. Pietro
» Chiesa S. Bartolomeo
» Chiesa di S. Massimo
» Chiesa di S. Tommaso dello Piano
» Chiesa di S. Giacomo
» Chiese di S. Margherita
» Chiesa di S. Tommaso
» Chiesa di S. Antonio
» Chiesa di S. Vito
» Chiesa di S. Maria Maddalena
» Chiesa di S. Bartolomeo
» Chiesa di S. Maria della Neve
» Chiesa di S. Sommano
» Chiesa di S. Giovanni a Quercino
» Chiesa di S. Felice
» Chiesa di S. Maria

Altri siti d’interesse:
» Fontana Pinacoteca comunale di Arte Moderna (Info presso Comune: Tel. 0824 841554)

Parte del Parco regionale del Partenio, il comune di San Martino Valle Caudina si adagia nell’omonima valle, sulla dorsale dei monti del Partenio, sovrastata dal monte Pizzone, tra scorci di immortale bellezza, boschi di pioppi e le gelide acque della sorgente del Mafariello. Le origini vengono fatte risalire ad una fortezza sannita, conquistata dai romani e consacrata al dio Marte, come atto di riconoscenza per la vittoria del Caudio. Il toponimo sarebbe così riconducibile ad Ara Martis, mutato dal Cristianesimo in San Martino. In epoca tardo - imperiale, conseguentemente alle invasioni barbariche, gran parte della popolazione abbandonò il Caudio e si spostò sulle colline occidentali di San Martino. Dal 1200 le vicende della zona furono legate alla storia feudale della famiglia Lagonessa, tramutata nei secoli in Della Leonessa. Proprietà dei famiglia è il maestoso. Edificato in epoca longobarda, fu più volte ristrutturato. Conserva la struttura di fortezza medioevale, con mura merlate, torrette di guardia e camminamenti. Nei pressi della seconda porta è possibile ammirare un ballatoio coperto atto al lancio di pietre e dardi. Ben conservate la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, le prigioni e l’oratorio interno. Tramite una ripida viuzza è possibile raggiungere l’ingresso principale, per poi accedere ad una strada lastricata in pietra fino al secondo complesso fortificato. Il portale dà sul suggestivo cortile d’armi, mentre sulla destra è presente una cappella gentilizia. L’interno è tutt’ora adibito a dimora residenziale con ricche decorazioni ed affreschi parietali del XVII-XVIII sec. L’edificio è corredato da una torre - mastio a pianta quadrata a tre piani sovrapposti. Bellissimo il giardino esterno coltivato secondo piante floreali e alberi da frutta.
Si respira profumo d’arte in tutto il borgo antico, dalla peculiare posizione difensiva, sita nella gola formatasi dalle naturali mura collinari del Monte Teano, che lo racchiudono come un teatro. Da Piazza del Gaudio si irradiano tutte le stradine della città ed elementi architettonici di nobile fattura insistono su tutte le costruzioni circostanti. Il centro storico custodisce il seicentesco palazzo ducale delle famiglie Pignatelli e Della Leonessa, la medioevale fontana con obelisco e la collegiata di San Giovanni Battista. La struttura religiosa è strettamente legata alla storia del castello. L’attuale assetto della chiesa risale al XVII sec. e presenta una navale centrale corredata da cappelle laterali. Pregevole il settecentesco confessionale e molto bello il fonte battesimale. Attigua alla chiesa è il complesso formato dalla canonica e dalla Cappella della Confraternita del S. S. Rosario.
Si segnala anche la Chiesa e Convento di Santa Caterina. La tradizione gastronomica è profondamente legata al verde dei campi e dei boschi da cui si ricava legno molto resistente. Qui si coltiva la melannurca campana, la nocciola camponica, la noce San Martino, ciliegie e castagne. Rinomata la produzione di taralli con le uova e del migliaccio, tipico dolce contadino preparato in occasione delle festività.