Guardia dei Lombardi

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Comune:
» Via Roma - 83040 Guardia dei Lombardi Tel. 0827 41002

Informazioni turistiche:
» Associazione Pro-loco I Longobardi Cell. 3406165302 (Franco Siconolfi), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da non perdere:
» Castello normanno (Info e visite guidate: Tel. 339 5238453 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) (Visitabile)

Edifici signorili:
» Palazzo Caracciolo (Palazzo Ducale o Palazzo Forgione-Santoli)
» Palazzo di Pietro
» Palazzo Grassi (Casa Grassi)

Edifici religiosi:
» Chiesa Santa Maria delle Grazie
» Chiesa Miracolo Chiesa San Pietro
» Chiesa San Leone
» Chiesa San Maria Manganelli

Musei:
» Museo della Tecnologia, della Cultura e della Civiltà Contadina (Via Santissima Trinità, località Cerreto, tel. 0827-41021/41005)

Altri siti d’interesse:
» Fontana Beveri Contrada Mattinelle Monumento ai Caduti

Con la sua posizione panoramica che avvolge ben quattro regioni e dieci province, il comune di Guardia Lombardi svetta sulla valle dell’Ufita e sulla valle dell’Ofanto a nord del monte Cerreto, svolgendo appieno quella funzione di controllo e difesa dei territori circostanti per cui assunse nei secoli tale denominazione. L’origine del nome deriverebbe dal termine longobardo guarda/garda, dal germanico warda, toponimo molto comune in epoca alto-medioevale, che alludeva alla presenza nella zona di un posto di guardia ivi formatosi per la sopraelevata posizione
rispetto al territorio circostante.
La presenza dei longobardi è altresì confermata dalla seconda parte del nome, secondo una prima denominazione del comune di origine latina che da Guardiae Longobardorum mutò in Guardiae de Lombardis e infine, nel ‘600, in Guardia Lombardi.
La fondazione parrebbe risalire all’epoca romana data la posizione strategica lungo le vie militari utilizzate come avamposti tattici dai latini, sebbene una frequenza abitativa stabile viene fatta risalire al periodo delle invasioni barbariche, durante cui il principe Siconolfo di Salerno ivi edificò un castello per difendere il paese da eventuali attacchi da parte dei greci e dei bizantini. La costruzione dell’originaria chiesa dedicata a San Pietro Apostolo, inoltre, funse da catalizzatore per le genti longobarde, tra le prime a convertirsi al cattolicesimo, e diede il via alla formazione del borgo medioevale tuttora visibile.
Nell’antica cittadina pare vi fosse un sistema di grotte e cunicoli sotterranei tramite cui era possibile passare di abitazione in abitazione senza uscire allo scoperto. Inoltre, venne edificata un’opera di ingegneria idraulica in pietra di cui sono ancora visibili i ruderi nei pressi dell’antico mulino Burgentatico, che consentiva l’approvvigionamento delle acque dai torrenti intorno all’agglomerato urbano.
Una prima citazione del paese si ebbe nel 1054, in un documento redatto da un diacono cassinese che raccontò il viaggio compiuto da Leone IX da Cassino a Melfi, durante il quale il Papa sostò a Guardia dei Lombardi divenendo così il santo protettore della città. Nel feudo si susseguirono le dominazioni normanne, sotto Roberto d’Altavilla, quella della casa sveva con Federico II e Manfredi, oltre a varie casate nobiliari tra cui i D’Angiò, gli Aragonesi e gli Orsini Del Balzo. Il centro storico mantiene intatto il suo impianto medievaleggiante, in cui spicca il Palazzo Ducale sui resti dell’antico castello distrutto dai terremoti, sede gentilizia della famiglie nobiliari che qui vissero. Molto belle le fontane storiche della città, tra cui la fontana Tolla nella località di Mattinelle e la fontana di Beveri. Tra gli edifici religiosi, la bella Chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, edificata nel 1315. Nel centro storico si trova la Chiesa così detta “del Miracolo”, costruita intorno al 1600 unitamente al Convento dei padri Agostiniani per volere della feudataria Beatrice Della Marra.
Ricostruita nel 1754, fu indicata come Chiesa di San Vito per la presenza di una statua del santo, a cui era anche dedicata una festa popolare durante la quale si benedivano gli animali dopo aver compiuto tre giro attorno all’edificio. La tradizione gastronomica locale conta il formaggio e l’agnello di Carmasciano. Inoltre la presenza di castagneti conferisce particolari qualità organolettiche al miele prodotto in loco, le cui varietà sono il miele di castagno e d’acacia. Piatto tipico le “laghene e cauzungieddi “.