Gesualdo

 IMG gesualdo

Comune:
» Via Municipio, 5 - 83040 Tel. 0825 401950

Informazioni turistiche:
» Pro-loco Civitatis Jesualdinae - Cell. 3490565272 (Presidente Vincenzo De Cicco), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da non perdere:
» Castello longobardo di Gesualdo per informazioni rivolgersi al Comune: Tel. 0825 401003 (Visitabile)

Edifici storici:
» Cupolone

Edifici religiosi:
» Chiesa di SS.Rosario
» Chiesa di Santa Maria degli Afflitti
» Chiesa dell’Addolorata
» Chiesa di Santa Maria delle Grazie
» Chiesa di San Nicola
» Chiesa Santa Maria della Pietà

Altri siti d’interesse:
» Fontana dei Putti Fontana d’alabastro (1688)
»Fontana di Piazza Canale

Gesualdo deve il suo nome a Giz, l’eroe longobardo fedele servitore del Principe Romoaldo, a cui fu donato, in cambio della sua lealtà, un forte a difesa dei possedimenti del proprio signore. A Giz, poi detto Gesualdo, fu così affidato un punto strategico tra i domini longobardi: sulla sponda settentrionale del fiume Fredane, nella cui valle si snodano le vie principali che portano a Benevento, sorse inizialmente un maniero attorniato da dimore, fino alla nascita di un villaggio vero e proprio. Feudo longobardo fino alla conquista normanna, sotto il quale raggiunse il massimo splendore come capitale dei feudi normanni, il centro subì il dominio degli Svevi e degli Angioini, fino a che nel 1596, il principe di Venosa, Carlo Gesualdo, ne segnò profondamente la storia.
Il centro storico testimonia un passato di battaglie con il suo asserragliamento di case, l’una incollata all’altra a mo’ di difesa nei confronti dei nemici. Internamente, stradine pendenti, imponenti palazzi gentilizi ed elementi architettonici di singolare bellezza arricchiscono il paesaggio urbano. Il castello è incastonato sulla sommità di una roccia e circondato da casupole secondo uno schema concentrico. Possente, maestoso, avvolto nella leggenda, dimora del tormentato principe Gesualdo, secondo alcuni fu edificato intorno al VII secolo per volere dello stesso Giz, mentre per altri intorno al XI secolo. Il castello consta di quattro bastioni rotondi fortemente scarpati e presenta un impianto rinascimentale voluto dal principe Gesualdo a pianta quasi pentagonale. Il principe, noto madrigalista, volle trasformare la dimora in una sontuosa residenza aggiungendo il cortile e la loggia della torre meridionale all’originale impianto. Numerosi gli edifici di natura religiosa. La Chiesa di Santa Maria degli Afflitti, voluta da Nicolò Ludovisi, conserva due pregevoli acquasantiere sostenute da figure che rappresentano le insegne araldiche
della nobile famiglia. La Chiesa della SS. Addolorata, fondata dalla principessa Isabella e tutt’ora sede di una confraternita laica, conserva una pregevole statua della Maria Addolorata e numerose tele di raffinata fattura. La Chiesa di San Nicola, edificata intorno al XII secolo, è una delle più antiche della città. La chiesa conserva una tela raffigurante la Madonna della Neve, commissionata da Carlo Gesualdo.
Nel cuore del centro storico si erge la cappella del SS. Sacramento, la quale si inserisce in un contesto visivo fortemente suggestivo: di fronte la Chiesa San Nicola, austera e dignitosa; accanto alla scalinata di accesso, una bellissima fontana a vasche concentriche in alabastro. Si segnala la Fontana dei Putti, posta all’ingresso di una delle tante porte che conducono al centro storico. Tra gli edifici gentilizi, il Palazzo Pisapia, eretto nel XVI secolo, rappresenta una perla del panorama storico-architettonico gesualdino.
Antica è la tradizione dei forni, in cui è possibile gustare un ottimo pane ma soprattutto dolci di ogni tipo: strufoli, casatielli, castagnacci, chiacchiere, zeppole, taralli con le uova. Pregiatissima la carne di agnello grazie ai numerosi allevamenti della razza lauticauda. Tra i prodotti caseari si distinguono le caciotte, la cacio ricotta, i nodini e le scamorze.
Pianta tipica della zona e rinomata per la possibilità di condire ottime zuppe è il sedano.
I piatti tipici sono numerosi: maiale in salsa di castagne e melograno, l’uovo di “chicchirinella”, accompagnato da una mousse di ricotta e infine l’antica polenta, detta “paparotta” condita con tartufo nero.