Flumeri

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Comune:
» Via Olivieri, 1 - 83040 Flumeri - Tel. 0825 443013

Informazioni turistiche:
» Pro-loco La Spiga - Flumeri - Cell. 333 6174199 (Presidente Pasquale Moschella), Cell. 3343472796 (Vicepresidente Basilio Russo), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Edifici religiosi:
» Chiesa di San Rocco
» Chiesa Madre di S. Maria Assunta
» Chiesa S. Maria Addolorata
» Chiesa di San Francesco

Edifici storici:
» Dogana aragonese

Siti archeologici:
» Area archeologica di Fioccaglia

Terra di fiumi e di grano, Flumeri sorge sulla collina che domina la valle in cui confluiscono la Fiumarella e l’Ufita. Il suo stemma con tre spighe di grano che svettano su di un colle, avvalorano le tesi sull’origine del nome. Alcuni storici fanno derivare il nome da “frumentum” o “frugibus” per l’abbondanza di cereali e di grano che le sue campagne hanno sempre prodotto.
A sostegno di questa tesi è la configurazione dello stemma civico. Altri lo fanno derivare invece da “fluminibus”, essendo questa terra circondata da due fiumi. Differente ipotesi è quella degli studiosi che individuano in Flumeri l’antica Cimetra, citata da Tito Livio tra le città del Sannio. Infine, c’è chi sostiene che il nome a questo centro l’abbia dato la nobile famiglia normanna dei Forma da cui poi Formari, Fromari o Frumari.
Questo territorio vanta natali antichissimi, come dimostrano i resti di un insediamento tardo-ellenistico fatto risalire al II secolo a.C., ritrovati nel sito di Chioccaglie, divenuto poi Fioccaglia, contrada di Flumeri. Dopo il passaggio dei bizantini e dei longobardi, intorno al XI secolo, la città passò sotto il dominio della Baronia di Vico ottenendo lo status di residenza della Baronia stessa per alcuni anni.
Il centro venne così trasformato in una roccaforte munita di mura e porte: una ad est detta Porta della Vittoria, e una a nord detta Porta della Santa Maria, di cui è ancora possibile osservare i resti. Non rimane niente, invece, del possente castello in muratura costruito in cima alla collina a scopo difensivo, come neppure del Convento Francescano che si dice fosse stato fondato dal Poverello di Assisi in persona.
Più fortuna ebbe la Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al XVII secolo. Si segnalano la Chiesa di San Francesco e la Chiesa di San Rocco.
Particolarmente interessante è la storia della Dogana Aragonese, fatta costruire dal principe Federico d’Aragona e utilizzata come dimora campestre durante le sue battute di caccia nella valle dell’Ufita. La bellezza del sito è arricchita dalla presenza di un bosco tutto attorno, detto della Bufeta e molto ricco di selvaggina. Nel corso degli anni la dimora regia fu relegata a deposito di attrezzi e a luogo di sosta per i massari e i contadini che attraversavano il tratturo Pescasseroli-Candela.
Di particolare interesse culturale è la festa del Giglio di Grano che si tiene il 15 e 16 agosto in onore di San Rocco. Il giglio, un carro ricoperto di spighe di grano e portato in spalla dagli abitanti, viene offerto in dono al santo come ringraziamento per le sue miracolose guarigioni, ma vanta un’origine ben più antica delle festività cristiane. Si narra infatti che i primi gigli fossero offerti sottoforma di primizie alla dea Cerere come rito propiziatorio in modo da ottenere un raccolto ricco ed abbondante.
La parola Giglio significa “Offerta” di primizie, rappresenta la riconoscenza collettiva per il buon raccolto e per la protezione avuta dalle calamità naturali, il simbolo dell’unità del paese, la massima espressione della storia civile e religiosa di Flumeri.
È possibile assaggiare specialità irpine quali i cicatielli, i fusilli e i salumi, ma anche piatti tipici della valle dell’Ufita come gli ortaggi sott’olio.
Un rinomato piatto della tradizione contadina, è il coniglio coi peperoni. Flumeri, grazie alla sua rinomata produzione dell’olio tipico di questa regione, rientra nell’areale del cultivar Ravece di denominazione DOP.