Altavilla Irpina

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Comune:
» Piazza IV Novembre, 2 - 83011 Altavilla Irpina - Tel. 0825 991020

Informazioni turistiche:
» Pro-loco Altavillese - Tel. 0825 994776 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
» Pro-loco Frolice Francesco Albanese Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
» Pro-Loco I Normanni Tel. 3389844295 (Presidente)

Edifici storici:
» Torre Bruno (ora inglobata in costruzioni private)

Edifici signorili:
» Palazzo Comitale
» Palazzo Caruso
» Palazzo Capone
» Palazzo Salerno

Edifici religiosi:
» Collegiata di S. Pellegrino (XVI sec.)
» Collegiata dell’Assunta (risalente al 1423)
» Ex Monastero Verginiano (XVI-XVII sec.)
» Cappella di S. Bernardino (XV sec.)
» Chiesa Madonna Loreto (XVI sec.)
» Santuario dei Santi Martiri Pellegrino e Alberico

Musei:
» Museo Alberico Crescitelli (casa natale di Alberico Crescitelli)
» Museo della Gente Senza Storia (Via Macello, Tel. 0825 994566 / 991010)

Altri siti d’interesse:
» Miniere di zolfo (archeologia industriale)

Adagiato nei pressi del fiume Sabato, Altavilla Irpina è un comune famoso per le sue miniere di zolfo, tutt’ora valida testimonianza di archeologia industriale. Il territorio comunale si estende su tre colli (Torone, Ripa e Foresta) dominanti la Valle del Vellola e del torrente San Giulio (conosciuta anche come media valle del Sabato) ed è ben protetto alle spalle dalla cresta montuosa di Toro, San Mango e Sassano.
Le sue antiche rievocazioni richiamano il rito sabatico del ritrovo delle janare, presso un’antica pianta di noce al ponte dei Santi. L’albero, che accoglieva le streghe il 24 giugno di ogni anno, venne fatto sradicare su disposizione vescovile, per porre fine alla pratiche orgiastiche legate al culto pagano. Rimane però la noce a rappresentare questa città, il cui vanto nella tradizione agroalimentare è proprio un distillato intenso e pungente del saporito frutto, il nocillo, ottenuto dall’infusione dei malli. Sono antiche le origini del borgo, che si pensa essere stato citato da Virgilio nell’Eneide sotto le spoglie di Poetilia.
Le prime evidenze storiche risalgono alla fondazione del castello, denominato di Altacauda e sorto in epoca longobarda nell’attuale territorio comunale. Dell’antica struttura non rimane che una torre detta Torre Normanna, unico elemento architettonico facente parte dell’antico castrum e risalente al XI secolo. Nel XII secolo la città passò sotto la dominazione normanna per poi divenire feudo della famiglia De Capua, da cui deriva il nome Altavilla. L’origine del nome richiama le origini normanne del casato, proveniente da un’omonima città della Normandia. La dimora signorile dei De Capua è conservata nel centro storico di Altavilla, uno dei più begli esempi di rinascimento campano. Altro edificio signorile della città è il Palazzo Capone, costruito intorno alla seconda metà del ‘700. Tra gli altri edifici signorili si ricorda l’ottocentesco Palazzo Caruso, a cui si accede tramite un monumentale portale lapideo seguito da un ampio cortile con giardino.
L’attuale sede del municipio è l’antico monastero dei verginiani, costruito nel 1691. Al suo interno è ospitato il Museo della Gente senza Storia. Altro museo è quello parrocchiale intitolato ad Alberico Crescitelli, a cui la città ha dato i natali. Numerosi gli edifici religiosi della zona: la Chiesa della SS. Annunziata, la Chiesa San Pietro e la chiesa madre della città di Maria SS. Assunta, situata a pochi metri dal Palazzo De Capua ed edificata intorno al XVI secolo. In passato la parrocchia era guidata da un collegio potente, tanto che vi furono trasportate le reliquie di San Pellegrino martire, rendendo necessario un ampliamento dell’edificio.
Avvolta nella leggenda è invece la cappella di San Bernardino, eretta laddove furono fermati dalla popolazione adorante due frati francescani, Bernardino da Siena e Giacomo della Marca, autori di miracoli La tradizione gastronomica vanta una fiorente produzione di miele d’acacia e di una grappa da esso estratta.
Tra i salumi spiccano il culatello irpino e il fiocco di prosciutto, mentre tra i dolci è famosa la sorba ripiena di gelato. Piatto tipico, la minestra maritata.