Castelfranci

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Comune:
» Piazza Municipio - 83040 Castelfranci - Tel. 0827 72071  - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni turistiche:
» Pro-loco - Cell. 3278761598 (Presidente), Cell. 3287612591 (Segretario), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Edifici signorili:
» Palazzo Celli
» Palazzo Vittoli
» Palazzo Juliani

Edifici religiosi:
» Chiesa S. Nicola
» Chiesa S. Maria Soccorso
» Chiesa S. Pietro

Sulla sponda destra del fiume Calore, lungo un territorio collinare, sorge il comune di Castelfranci, in posizione panoramica rispetto alla sottostante valle e circondato da fertili campagne coltivate ad uliveti e vigneti. Castagni da frutto, boschi di cerri e conifere rivestono le pendici dei rilievi più elevati mentre sulle sponde dei corsi d’acqua cresce una florida vegetazione riparia, composta in prevalenza da pioppi, salici e ontani napoletani.
La fondazione viene fatta risalire ai franchi dopo la sconfitta dei goti. Il paese avrebbe avuto così origine al tempo in cui Ludovico II, re di Franchi, scese in Italia nell’851 d.C. per conciliare le scissioni sorte nel ducato di Benevento fra Redelchi e Siconolfo. La tesi storica sarebbe avvalorata dall’espressione castellum francorum, riportata in antichi documenti che lasciano supporre la presenza di milizie franche nella zona. Un’altra ipotesi fa risalire l’etimo allo status degli abitanti, che vennero affrancati dal pagamento di alcune tasse, facendo risalire l’origine del borgo ad un periodo posteriore di dominazione normanna.
Intorno all’anno mille in questi luoghi sorsero alcune capanne sulla riva destra del fiume Calore, le quali diedero vita al primo agglomerato urbano. Il borgo è citato come Castelfranco dal Giustiniani. Tra i feudatari del luogo vi furono i Saraceno, i Vigato e i Della Leonessa, che ivi governarono fino all’abolizione del feudalesimo nel 1806.
Il centro storico mantiene la tipica conformazione medioevale: vicoletti, stradine, scalinate e palazzine con portali in pietra. Nel centro è possibile ammirare gli edifici gentilizi della famiglia Juliani, Celli, Cieri e Vittoli.
La Chiesa di Santa Maria del Soccorso, diversamente dagli altri luoghi di culto, venne fatta erigere per volontà popolare, come testimonia un documento del XVI secolo. Fortemente danneggiato dai frequenti terremoti qui susseguitesi, l’edificio venne chiuso al culto dei fedeli nel 1955. La volontà degli abitanti fu però più forte e, trattandosi di un edificio così caro a Castelfranci, venne ristrutturato e riaperto al culto.
La chiesa di San Nicola di Bari al suo interno conserva alcune importanti opere del ‘700, due statue lignee ed alcuni altari realizzati in pietra di Fontanarosa. Altro edificio religioso è la chiesa di San Pietro, completamente ristrutturata nel ‘500.
Nei dintorni di Castelfranci, lungo il fiume Calore, sono presenti tre mulini: il mulino ex baronale del XVI-XVII secolo, il Muliniello del 1806 situato in località Costa del Vallone, e il mulino Pescone Marini costruito nel 1834 presso il bosco comunale Baiano.
Castelfranci era un borgo profondamente isolato verso la fine dell’800. Prima di convincere l’assemblea dell’esigenza di una ferrovia in Irpinia, si attese il 1876. La commissione parlamentare costituita per discutere di tale questione fu messa in piedi da Francesco De Sanctis in persona, e da alcuni deputati della zona, che si batterono per rendere il territorio meno isolato. Il 27 ottobre 1895 venne inaugurata la linea ferroviaria Avellino-Ponte San Venere lunga 118 Km. Con i suoi campi coltivati a vigneti ed uliveti, è luogo di produzione del Taurasi DOCG e dell’olio extravergine di oliva DOP della pregiata cultivar Ravece.
Piatti tipici: la pancetta di agnello ripiena e la maccaronara, un tipo di pasta di grano duro preparata rigorosamente a mano e solitamente accompagnata da un sugo rosso insaporiti dai tipici mugliatielli irpini.