Ariano Irpino

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Comune:
» P.zza Plebiscito - 83031 Ariano Irpino Tel. 0825 875100 - Fax 0825 875147 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni turistiche:
» Pro-loco Associazione Nuovamente - Cell. 3334576594 (Presidente Luca Pannese), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
» Pro-loco Frolice Francesco Albanese Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
» Pro-Loco I Normanni Tel. 3389844295 (Presidente)

Da non perdere:
» Castello normanno (Info e visite guidate: Tel. 339 5238453 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) (Visitabile)

Edifici signorili:
» Palazzo Anziani (sede Museo Archeologico)
» Palazzo Vitoli-Cozzo-Grossi
» Palazzo de Piano Palazzo Ducale Caracciolo di Melito
» Palazzo Forte Palazzo Pisapia Torre delle Ciavole

Edifici religiosi:
» Cattedrale dell’Assunta
» Vescovado Chiesa di S. Agostino
» Chiesa di S. Andrea
» Chiesa di S. Anna
» Chiesa di S. Giovanni Battista
» Chiesa di S. Maria del Loreto
» Chiesa di S. Michele Arcangelo
» Chiesa S. Francesco (abbattuta)
» Chiesa Parrocchiale di San Pietro
» Santuario della Madonna di Fatima
» Santuario di Maria SS. Del Carmine
» Santuario Salus Infirmorum
» Santuario di San Liberatore Vescovo e Martire

Musei:
» Museo Civico e della Ceramica (Info e visite guidate: Tel. 0825 875107 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
» Museo Archeologico “Antiquarium” (Info e visite guidate: Tel. 0825 824839)
» Museo degli Argenti (Info: Tel. 0825 873200 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
» Museo Diocesano (Tel. 0825 871139 / 873200)
» Museo Giuseppina Arcucci (Tel. 0825 871480)
» Museo della Civiltà Normanna (Tel. 0825 827952 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Altri siti d’interesse:
» Villa comunale (che circonda il Castello)
» Fontana della Maddalena

Siti archeologici:
» Area archeologica Aequum Tuticum

Caratterizzato da un panorama storico senza uguali grazie ai numerosi siti archeologici conservatisi nel tempo, Ariano Irpino è il punto di incontro tra Puglia e Campania, tanto che dal 1868 a 1930 portò la denominazione di Ariano di Puglia per la sua posizione geografica strategica sull’Appennino campano.
La città, infatti, si tinge di bianco in inverno e mantiene un clima frizzante anche in primavera quando un verde brillante comincia a colorare le sue alture. Frutto di un insediamento millenario, il comune di Ariano Irpino si allunga su tre colli all’interno della valle dell’Ufita e deve il suo nome al termine latino tardo-medioevale ayrale, precisamente luogo incolto e disabitato. Durante i secoli questa regione ha saputo vincere tale definizione nonostante le difficoltà presentate dal territorio - prima fra tutte la frequente sismicità - alternando numerose popolazioni e costituendo un nucleo fondamentale per il Sud Italia. Di particolare ARIANO IRPINO crocevia di culture rilevanza archeologica sono l’aequum tuticum, uno dei più importanti centri irpini e punto di passaggio per numerosissime località del meridione, poi municipio durante l’età imperiale, e l’insediamento della Starza, ancora oggi oggetto di scavo da parte della Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino e Benevento.
Questo sito risalente al Neolitico, presenta tracce fino all’Età del Ferro. I reperti di origine sannitica sono custoditi nel Museo Archeologico sito nel Palazzo Anzani. A testimonianza della continuità abitativa del territorio, durante il tardo medioevo, l’aequum tuticum prese il nome di Sant’Eleuterio, primo vescovo di Ariano Irpino, caratterizzando la regione secondo un profondo
senso religioso. La devozione spirituale che impregna questa città è sottolineata dai numerosissimi siti sacri sorti nel tempo e dalla presenza di una diocesi dalle origini antichissime.
Oltre a tre santuari e sei chiese, troviamo l’imponente Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, profondamente modificata nel tempo dalle frequenti scosse telluriche e dai successivi restauri. Del periodo precedente al 1456 rimangono solamente i ruderi non visitabili, mentre del glorioso passato possiamo ammirare il frontespizio in stile gotico e, sebbene lesionate,
le colonne e gli archi di pietra massiccia in stile barocco.
Internamente la Basilica è in stile romanico, con pianta classica a croce latina. Le tre navate dell’edificio, sormontate da volte a crociere, si intersecano con il transetto posto in posizione rialzata. Sorta sugli antichi ruderi del tempio di Apollo intorno alla metà del X secolo, la cattedrale svolse un ruolo fondamentale per la comunità di Ariano, fondendo in un unico corpus consuetudini istituzionali e sacralità, fino ad identificarsi con la città stessa.
Grazie ad essa il centro si espanse lungo le attuali vie D’Afflitto, Sant’Angelo e San Nicola, mentre ai piedi del castello, altro sito di particolare rilievo, si sviluppano le contrade di Santo Stefano del Sambuco e della Guardia. Il maniero, risalente all’epoca normanna, presenta una forma quadrangolare, ai cui angoli è ancora possibile ammirare le possenti torri in muratura.
Ristrutturato da Carlo d’Angiò, alla iniziale struttura difensiva il castello accosta un’architettura tipicamente angioina. Attualmente ospita il Museo della Civiltà Normanna.
Peculiarità del territorio sono le numerose ceramiche, ritrovate anche all’interno del castello. Indubbio è il contributo che gli arabi portarono a questo tipo di lavorazione. Il risultato è un impianto decorativo orientaleggiante che, grazie al connubio tra tradizione araba e normanna, costituisce una delle massime vette di maestria artigianale. I motivi geometrici
si mischiano a forme animalesche ed antropomorfe, mentre una sapiente attenzione per il dettaglio consente la visione di foglie stilizzate, archetti e palme.
Le ceramiche sono ospitate nel Museo Civico e della Ceramica, sito nel Palazzo Forte. Lungo la valle del Cervaro, invece, si possono ammirare tre torri d’epoca medioevale poste a presidio del territorio: la Torre delle Ciavole, la Torre Li Pizzi e la Torretta di Camporeale, utilizzate in seguito come masserie.
Ariano Irpino è anche crogiuolo di tradizioni e leggende che prendono vita attraverso la rievocazione a carattere storico-religioso del Dono delle Sacre Spine. La manifestazione si tiene più giorni durante il mese di agosto e si caratterizza per la bellezza e tipicità del suo spettacolo.
La Corona delle Sacre Spine è custodita in un reliquario nel Museo degli Argenti. Ospitato nell’ex chiesa dell’Annunziata e noto anche come Museo Diocesano, il Museo degli Argenti presenta opere del ‘600 e del ‘700 napoletano, tra cui spicca l’Annunciazione del pittore fiammingo Wenzel Cobergher. Altre reliquie sacre sono la statua in argento di Sant’Ottone e il preziosissimo osso del pio uomo, posto in un reliquario a forma di braccio del XV secolo, in argento e di scuola napoletana. Merita una menzione il Museo Giuseppina Arcucci, dedicato
ad un’operosissima suora del luogo e custode di importanti documenti religiosi.
Polmone verde della città è la villa comunale, ampio parco verdeggiante e refrigerante luogo di ritrovo per i villeggianti nella stagione estiva. Adombrato da alberi secolari, tra cui bellissimi elci e pini marittimi, è adornato dal monumento del Parzanese dello scultore Balzico. L’ampia peschiera è affiancata da un chiosco lussureggiante che viene alimentato da una sorgente del castello attraverso un cunicolo sotterraneo. Come ogni territorio stimolante ed accogliente, anche Ariano Irpino ha la sua tradizione di prodotti tipici e specialità per ristorare il viaggiatore:
l’olio di ravece fra tutti, di denominazione DOP, un olio dal sapore particolarmente intenso con un retrogusto di pomodoro e carciofo.
La cucina arianese, inoltre, si presenta come un’ottima sfida per i palati più esigenti in quanto si presta all’incrocio di numerose cucine meridionali. Piatto tipico sono le “Scarcioffole ‘mbuttite e fave”, intimamente legate alla civiltà della transumanza.